Dietro al semplice gesto della scrittura si nasconde un mondo variegato e complesso come quello del pennino, capace di associare alla precisione un fascino mai passato di moda.
La bella scrittura era una materia scolastica nonché uno dei principali metri di giudizio di un alunno: esercizi di bella scrittura erano supportati da manuali pratici, capaci di insegnare le regole per una scrittura elegante e pulita. Le «falserighe», cioè pagine in cui oltre alle righe vi erano indicate le inclinazioni che le lettere dovevano avere e che facilitavano l’apprendimento di una scrittura chiara, erano strumenti didattici diffusi.

Ecco un esempio di avvertenze da seguire per scrivere in modo adeguato con il pennino:
1)Sedere comodamente col busto discosto dal banco, senza inclinare il capo;
2)Poggiare i piedi sulla pedana posando le gambe ad angolo retto al ginocchio;
3)Ricevere la luce preferibilmente di fronte oppure da sinistra;
4)Tenere il quaderno dritto, cioè col lato inferiore parallelo a quello del banco;
5)Posare i gomiti sul banco, assai discosti dal corpo;
6)Tenere la penna col pollice, indice e medio lievemente piegato verso la spalla destra, l’anulare e il mignolo curvati in dentro scorrano sul foglio sostenendo la mano;
7)La penna sia di forma cilindrica, preferibilmente di legno verniciato a nero, lunga circa 16 cm, con la parte metallica per il pennino pure cilindrica;
8)I pennini da usare sono: gli Henry, i Perry 27, 28, 81 e 82, i Mitchell’s 0138;
9)Adoperare inchiostro nero e scorrevole. Gli inchiostri colorati sono dannosi alla vista;
10)Passare la punta del pennino alla fiamma di un cerino o strofinarla col gesso;
11)Tenere il calamaio alla destra ed il modellino davanti al quaderno;
12)Confrontare lo scritto con il modello e rilevare le dissomiglianze.

Come si nota, i pennini suggeriti, tra la molteplicità di quelli esistenti sul mercato, sono perlopiù di produzione straniera. In realtà non mancavano di certo quelli italiani: basta pensare ai pennini Presbitero o Vesuvio che hanno di certo accompagnato la vita scolastica di alcuni di noi.
Dal più semplice di uso quotidiano al più ricercato, il pennino diveniva un vero e proprio oggetto declinato nelle più svariate versioni: da quelli con le effigie dei personaggi famosi, a quelli ricurvi per facilitare i pur «malvisti» mancini, a quelli con 5 punte per permettere di tracciare in un colpo solo i righi di un pentagramma.